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Legumi: Come Cucinarli

Domani non è solo l’ultimo giorno dell’anno, ma oserei chiamarlo il Lenticchia Day in Italia. Si, perché a a capodanno non possono mancare le lenticchie, che di solito piacciono a tutti, ma che molte persone non consumano più per i restanti 364 giorni…questa cosa non la ho mai capita…

Ho sempre adorato i legumi -il fatto che il mio piatto preferito sia la minestra di fagioli la dice lunga- e ricordo che quando ero piccola ero andata a cena da un’amichetta e sua mamma ci aveva fatto la zuppa di lenticchie. Mi era piaciuta un sacco. Per ricordarmelo ancora adesso, mi deve essere piaciuta proprio tanto! Il mio destino plant-based era già segnato!

Ho deciso di scrivere questo post perché, si sa, molte persone sono restie a mangiare legumi perché “fanno venire l’aria nella pancia”. Questa fatidica aria si può ridurre drasticamente in due modi:

COME PREPARARE E CUCINARE I LEGUMI / GF + VEG

Le lenticchie, così come tutti i legumi (anche i piselli e le lenticchie decorticate), devono essere preparati nel seguente modo:

Se notate che anche cucinandoli così vi danno un po’ fastidio, anche se fate delle zuppe, provate a bollire prima i legumi buttando via l’acqua di cottura e aggiungendoli ad un eventuale soffritto light già cotti.

Ecco cosa fa la magia…

(*) Aceto di mele. E’ molto importante aggiungerlo all’acqua di ammollo riduce drasticamente  gli “anti-nutrienti” presenti nei legumi (fitati, lectine, inbitori di protease -l’enzima che digerisce le proteine-, ossalato di calcio), sostanze che impediscono l’assorbimento di importanti minerali come calcio, magnesio, ferro e zinco e la corretta digestione delle proteine. Quando questi “anti-nutrienti” vengono ridotti 

(**) Alga kombu. E’ un alga che si trova in Giappone, ma anche nei mari del Nord aiuta a ridurre il gas, aumenta la “bio-disponibilità” delle proteine contenute nei legumi e li rende più digeribili. Inoltre, essendo un’alga ricca di minerali, li trasferisce all’acqua di cottura e ai legumi rendendoli così ancora più nutrienti. Ne basta un pezzetto grande come un francobollo, che espanderà in cottura. Se la cottura sarà lunga, l’alga si sfalderà, altrimenti rimarrà intatta. Non lascia alcun gusto di alghe. Loggiuro! Se faccio delle zuppe, spesso frullo un po’ di legumi per renderla più cremosa e aggiungo l’alga perché intera devo ammettere non mi fa impazzire.

La foto che vedete ad inizio post è stata scattata da Michael Gardenia di Fusillo Lab ed è uno dei piatti preparati al corso The Plant-based Menu che ho tenuto da Fusillo Lab lo scorso 17 Dicembre. Presto pubblicherò la ricetta delle verdure caramellate. Seguitemi su Facebook per non perdervela!

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