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Mousse Di Anacardi Al Limone

8 Aprile 2015

di Emanuela Caorsi

Porzioni

4 porzioni

Strumenti

  • Frullatore

Preparazione

5 Minuti

Ingredienti

  • 150 gr di anacardi
  • 2 cucchiai di sciroppo di cocco / sciroppo d’acero (non raw) / sciroppo d’agave scuro
  • 2 datteri Medjool privati del nocciolo
  • scorza di un limone bio non trattato
  • 2 cucchiai (20 ml) di succo di limone
  • 1 cucchiaio di olio di cocco
  • 60 ml di acqua filtrata
  • una decina di fragole mature (sostituibili con frutti di bosco)

Procedimento

  1. Mettete gli anacardi in ammollo per almeno 2 ore in una ciotola capiente, quindi sciacquateli bene e versateli nel frullatore.
  2. Sciogliete a bagno maria l’olio di cocco (ci vuole pochissimo. Non fatelo scaldare troppo mi raccomando!) se è solido e quando è liquido aggiungetelo agli anacardi.
  3. Aggiungete tutti gli altri ingredienti e frullate alla massima velocità per 20 secondi o finché non otterrete una crema liscia e spumosa.
  4. Lavate e asciugate le fragole, tagliatele a fettine, lasciandone 4 per la decorazione.
  5. Metettete quelle a fettine sui fondi dei pirottini (o anche delle tazze), versate sopra la crema e completate con la fragola intera.
  6. Riponete in frigo per almeno un’ora. Servire freddo.

Note

  • Cercate di comprare ingredienti bio se potete

Curiosità

EmanuelaCaorsi-mousse-anacardi-al-limone-skt
La prima volta che ho assaggiato una torta “cruda” non potevo credere che fosse senza uova, burro, latte, farina, zucchero e per di più, non cotta. Ma come accipicchia poteva stare insieme e soprattutto, come cavolo faceva ad essere così dannatamente buona?!
I dolci crudi sono semplicemente fantastici. Tutti. E la cosa fantastica è che, come dicono gli inglesi, sono “guilt free” che tradotto letteralmente sarebbe “senza peccato”, ma che in italiano significa che potete mangiarli senza sentirvi in colpa. Dopo aver pensato “Questa è una figata pazzesca!”, vi sarete anche domandati il perché. Bé, semplicemente perché sono fatti solo con ingredienti non raffinati e che soprattutto fanno bene.
Prendiamo per esempio il dolcino semplicissimo di oggi: ci sono anacardi (il cui unico difetto è che qui in Italia costano come oro…sigh!), datteri, sciroppo di cocco, olio di cocco, succo e scorza di limone e fragole.
Posso immaginare che alcuni di voi associno gli anacardi alle noccioline salate e che quindi sia istintivo pensare che non facciano bene, ma non è assolutamente così! O meglio, quelli che trovate al bar fanno male perché contengono oli vegetali e sale, ma quelli crudi fanno benissimo: sono ricchi di grassi monoinsaturi, ossia grassi buoni che aiutano il nostro cuore ad essere in ottima salute; contengono carboidrati con un basso indice glicemico (25) questo significa che vengono digeriti lentamente e che non ci sono innalzamenti indesiderati degli zuccheri (glucosio) nel sangue; contengono fibre, sono un’ottima fonte di proteine vegetali e come se non bastasse contengono magnesio (tra le sue funzioni: calma il sistema nevoso e trasporta il calcio nelle ossa quindi mi raccomando se assumete tanto calcio è indispensabile assumere anche tanto magnesio*), ferro, rame e zinco. Insomma, sono un super alimento!
Come dolcificante, oltre ai datteri, ho usato lo sciroppo di cocco che oltre ad avere un sapore caramellato che adoro è anche ricco di minerali come potassio, fosforo, magnesio, calcio, zinco e rame. Ma ciò che lo rende uno dei migliori dolcificanti è proprio il suo indice glicemico bassissimo (35).
* alimenti ricchi di magnesio sono i legumi, i cereali integrali e le verdure specialmente quelle a foglia verde.
EmanuelaCaorsi-crema-limone
Ma cos’è questo cavolo di indice glicemico vi sarete domandati e perché mai è così importante sapere quali cibi lo abbiano basso?
Per dare un senso ai numeri che trovate vicino ad anacardi e sciroppo di cocco è importante che vi spieghi come sono stati assegnati questi numerini magici: sono stati testati diversi tipi di carboidrati e si è visto l’effetto che questi avevano sugli zuccheri (glucosio) nel sangue: qui, al contrario di come si possa pensare, chi si comportava bene e cioè veniva digerito lentamente e non innalzava i livelli di zuccheri nel sangue velocemente, veniva premiato con un voto basso (da 10 a 60 punti) e a chi invece non si comportava affatto bene, venendo digerito e assorbito velocemente e innalzando vertiginosamente il livello di zuccheri nel sangue, veniva dato un voto alto (da 100 a 150). Questi numerini sono riferiti come GI (Glycemix Index).
Quando si mangiano costantemente cibi con un indice glicemico alto, come purtroppo si fa spesso con la comune alimentazione basata su zucchero raffinato, farina bianca, crackers, cereali pieni di sciroppo di mais e cose del genere, il nostro corpo compensa questa valanga di zucchero che va velocemente nel sangue dicendo al pancreas di produrre un’altrettanta valanga di insulina. Molto più di quanto non ne produca normalmente. E così a lungo andare si rischia che l’insulina non faccia più il suo lavoro, ossia che non regoli più la quantità di zucchero nel sangue (diabete).
Quello che può anche accadere è che poiché un picco glicemico è seguito da un “crollo”si senta la necessità di “riequilibrare” questo crollo con un altro picco e quindi mangiando di nuovo alimenti con un alto indice glicemico. Eh si, è proprio un gatto che si mangia la coda!
E ora “la soluzione”: preferite alimenti integrali (riso integrale, miglio, mais e se non siete intolleranti al glutine, farro, orzo, avena, grano, kaputt, ecc.) che contengano fibre ad alimenti raffinati (si, mi duole ammetterlo, ma la farina bianca non fa granché bene). Non indulgiate più su frutta a guscio al naturale e abbondate di verdure e frutta e sarete sicuri di tenere sotto controllo i livelli di glucosio del sangue e con lui anche il vostro peso.