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Frittatine Senza Uova Alle Erbe Aromatiche

5 Maggio 2015

di Emanuela Caorsi

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Chi lo ha mai detto che le frittate si possono fare solo con le uova?!
…mmm… a dire la verità, fino a una settimana fa anche io pensavo che frittata e uova avessero un legame d’amore indissolubile. Ma mi sbagliavo.
Quale sarà mai il nuovo amante della signora frittata?…chi se non lui? Il signor farina di ceci!
A quanto pare questa liaison va avanti da parecchio tempo visto che di frittate fatte in questo modo se ne trovano a bizzeffe sul web.
Io oggi vi do la mia versione, semplice come non mai e in versione mini, tipo pancakes, così se l’idea di girare la frittata è sempre stata il vostro terrore (come lo era per me!), ve la caverete alla grande.
Troverete le dosi in grammi, ma vi confesso che ormai io uso sempre le cups perché le trovo molto più comode, soprattutto in ricette come queste dove non si deve certo essere precisi al grammo. Quindi potete usare la bilancia oppure prendere una tazza da cappuccino e usarla come cup: una tazza colma di farina e una tazza colma di acqua mischiate assieme saranno il vostro…uovo!
EmanuelaCaorsi-frittatine-ceci
Con questa dose vengono circa 12 frittatine, quindi se ne volete meno usate un bicchiere, o una tazzina più piccola mantenendo sempre la proporzione di uno a uno (un bicchiere di farina e uno di acqua). Questa sarà la vostra base per le frittatine: potete poi aggiungere verdure saltate come fate di solito quando fate la frittata con le uova o potete semplicemente aggiungere un cipollotto e delle erbette fresche appena raccolte come ho fatto io (ho usato salvia, rosmarino e maggiorana).
Date libero sfogo alla vostra fantasia! Saranno un ottimo antipasto o un secondo perfetto da accompagnare con un’ insalatina di verdure crude.
La cosa migliore sarebbe preparare questa pastella la mattina per la sera o addirittura la sera prima per rendere le frittatine più digeribili ed evitare il possibile gonfiore allo stomaco.
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Perché usare troppo sale fa male?

Troppo sale fa male, lo sappiamo tutti, ma spesso facciamo finta di niente. Me compresa ahimè.
Quando parliamo di sale ci riferiamo al sodio, uno dei componenti, insieme al cloro, del comune sale da cucina (generalmente 60% di cloruro e 40% di sodio).
Il sodio di per sé è un minerale fondamentale per il nostro corpo perché insieme a potassio e cloro regola la quantità di acqua presente nelle nostre cellule e insieme al potassio fa si che i nostri nervi trasmettano impulsi elettrici e che i nostri muscoli si contraggano, cuore compreso. Capite bene, quindi, che il sodio è indispensabile per la nostra vita.
Il problema però fa capolino quando la quantità di sodio assunta cresce a dismisura, come purtroppo spesso accade, sia perché tutti i prodotti pre-confezionati (cracker, patatine, noccioline, salatini ecc.) ne sono pieni zeppi e anche perché ormai ci siamo abituati troppo al gusto del sale che spesso ne abusiamo in cucina.
Ma cosa provoca un consumo eccessivo di sale e quindi di sodio? “Fa venire la pressione alta”. Esatto. Ma cerchiamo di capire un pochino meglio il motivo.
Uno dei compiti principali del sodio è far si che il volume sanguigno (ossia la quantità di acqua contenuta nel sangue) sia sempre ottimale. Il volume sanguigno “ottimale” è quello che fa si che la pressione esercitata dal sangue sui vasi sanguigni sia entro valori controllati (quando misuriamo la pressione sanguigna e il dottore ci dice che va bene).
Poiché il sodio attrae l’acqua per motivi chimici, se consumiamo troppo sodio anche il sodio nel sangue aumenta e così anche l’acqua. Questo cosa significa? Il volume sanguigno aumenta e così anche la pressione che questo esercita sui vasi sanguigni.
Ecco perché troppo sale (e quindi troppo sodio) “fa venire la pressione alta”.
Visto che il sodio è già contenuto nei cibi (in grandi quantità nei frutti di mare e nella carne sia rossa che bianca; presente in quantità minori, ma pur sempre presente, in verdure come ad esempio sedano, rape, carote e carciofi. E anche nelle alghe, così come nel bicarbonato di soda, nella salsa di soia o nella salsa tamari) dovremmo cercare di limitare il più possibile il consumo di sale da cucina: 5 gr di sale al giorno (ossia 1 tsp americano equivalente a due cucchiaini rasi), che forniscono 2 gr di sodio, è il limite che dovremmo porci. Io in primis.
Ora che ho capito meglio anche io come funziona, proverò a ridurre la quantità di sale. Ci provate anche voi?
Consumare poco sale e quindi poco sodio può prevenire la pressione alta, ma quando questa è ormai manifesta diminuire il consumo di sale spesso non basta per riportarla a regime. Affiancare la diminuzione del sale ad un maggiore consumo di alimenti contenenti potassio può invece dare effetti positivi perché sodio e potassio competono per l’assorbimento nel nostro intestino, quindi più potassio, significa meno sodio assorbito, il che è esattamente ciò che vogliamo (senza esagerare ovviamente!).
Alimenti ricchi di potassio sono: frutta e verdura come spinaci, prezzemolo, lattuga, broccoli, piselli, fagioli, pomodori, patate (soprattutto la buccia), arance, limoni, banane, mele, avocado, uvetta e albicocche secche. Anche i cereali integrali, la frutta a guscio e i semi ne sono ricchi. Anche il pesce, come salmone e sardine, contiene potassio. Fate attenzione perché il potassio viene perso facilmente con la cottura, quindi abbondate con le verdure crude, tanto più ora che l’estate è alle porte!
 

FRITTATINE SENZA UOVA CON ERBE AROMATICHE / GF + VEG

Ingredienti.
Per la pastella di ceci:
120 gr (1 cup) di farina di ceci
240 ml (1 cup) di acqua
1/2 tsp ( =1 cucchiaino raso) di sale
1/2 tbs ( =1 cucchiaio scarso) di olio EVO spremuto a freddo
Per il ripieno:
5 cipollotti (o mezza cipolla o uno scalogno)
maggiorana /1 rametto)
rosmarino (3 rametti)
salvia (5 foglie)
Procedimento.
Preparate la pastella: versate la farina in una ciotola, aggiungete il sale e metà dose di acqua. Mescolate bene con una forchetta finché il composto non avrà più grumi. Aggiungete la restate acqua e mischiate fino ad ottenere un composto liscio e omogeneo. Aggiungete l’olio e mescolate.
Lasciate riposare in frigo per almeno un paio di ore se riuscite o addirittura durante la notte o preparatela la mattina per la sera. (In caso foste di corsa usatela subito, ma potrebbero risultare un pochino indigeste).
Affettate i cipollotti e metteteli in padella con un cucchiaino di olio e un cucchiaio di acqua. Aggiungete un pizzico di sale e fate cuocere, mescolando di tanto in tanto, finché non l’acqua non sarà evaporata. Ci vorranno circa 3 minuti. Quindi aggiungeteli alla pastella di ceci.
Dividetela così in proporzione uguale in tre ciotoline.
Tagliate al coltello (o tritate con la mezzaluna) le foglioline di rosmarino, maggiorana e salvia tenendole separate e aggiungetele una ad una nelle tre ciotoline. Mescolate e tenete da parte.
Scaldate una padella antiaderente e quando è calda versatevi il composto di ceci in modo da formare piccole frittate (o pancakes): con circa due cucchiai di impasto si fa una frittatina (mi raccomando non preoccupatevi se non viene perfettamente tonda!).
Fate cuocere un minuto e mezzo e quando vedrete che si formeranno dei vulcanelli, giratele e fatele cuocere per un ulteriore minuto e mezzo.
Disponetele su un piatto, ma mano che le preparate e servitele subito.
Potete anche metterle su una teglia rivestita di carta da forno e metterle in forno alla minima temperatura per mantenerle calde fino al momento di servirle.
Note.
– Potete variare il ripieno a seconda del vostro gusto, aggiungendo verdure di stagione o altre erbette aromatiche. 
– Potete usare la pastella per fare una frittata in padella o in forno (al posto delle uova).