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California: La Mia Esperienza

2 Novembre 2016

di emanuela

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Sono sicura che chi mi segue da un po’ voglia chiedermi da tempo:

“ Come è andata in California?”
…benissimo!!!

Venice è un posto meraviglioso, con una bellissima energia. Venice non è altro che una via, o meglio, la vita si concentra li: ci sono tantissimi baretti, ristoranti e negozietti. Non potrei che definirla diversamente da una “bubble”, una sorta di bolla di sapone in cui la vita è bellissima: io mi spostavo con la mia biciclettina azzurra con un sorriso a 97 denti –dovete sapere che avevo praticamente imparato ad andare in bici la settimana prima di partire, eppure me la sono cavata strabene!
Ah no…questa ve la devo raccontare: la prima volta che prendo la bici dopo averla scelta con amore –ero in un AirBnB e la proprietaria di casa ne aveva 3-, salgo su, do due pedalate e poi si presenta davanti a me uno stop. Faccio per frenare, ma…i freni non ci sono! Allora scendo, e un po’ perprelssa torno indietro e vado a vedere se le altre bici hanno i freni, le scruto bene, ma no! Nessuna li ha. E ora?! Poi non so per quale strano motivo ho l’illuminazione: basta pedalare all’indietro! Lo so che per chi va in bici da sempre è ovvio, ma per una che ha sempre messo il suo sederino su una vespa e via, non era così ovvio!
Eravamo rimasti al sorriso a 97 denti che grazie al Cielo sono sempre tutti li nonostante la mia inesperienza come ciclista…Ma che poi mica ho 97 denti…va bé…fatemi controllare…sono 32!!! Ahahah. 97 erano decisamente troppi.
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Insomma, io giravo con la mia bicicletta, era tutto così vicino: andavo da WholeFoods e in un altro super mega supermercato bio dove trovavo tutte le verdurine messe in ordine come se fossero in esposizione, a yoga la mattina prima di andare a lavorare o a scuola, e al mercato di Santa Monica al mercoledì mattina. Il tragitto casa-ristorante/accademia alla fine potevo farlo anche ad occhi chiusi considerando che lo avrò fatto almeno 100 volte in 30 giorni!
Sembrerà sciocco, ma per una persona che ha il mio stile di vita poter avere tre diversi studi di yoga vicino a casa e poter scegliere che tipo di lezione voler fare a seconda dell’umore, poter trovare le carotine rosa al mercato, gli avocado più buoni del mondo (non me ne vogliano i Siciliani), e i cocchi –il mio grande amore- al supermercato, poter passeggiare per il centro e ordinare al bar un matcha latte con latte di mandorla o di cocco senza sembrare un extraterrestre, e avere la possibilità di cenare tutta elegante in un ristorante plant-based da sogno –Plant Food + Wine- per me ha un valore inestimabie. Mi sentivo libera. Non mi sentivo diversa o invasata come certe persone pensano che io sia qui.
Ma porca paletta, se mangio sano, faccio yoga e cerco di capire qualcosa di più di me stessa, non sono sbagliata! Eh no che non lo sono. Prima o poi ci evolveremo anche in Italia! Sono fiduciosa. In realtà qualcosa già sta cambiando…Evvai!
Ma passiamo a cose serie: la mia esperienza nel “Magico Mondo di Matthew Kenney”. Si, non potrei definirlo che “magico mondo” perché così è.
Lavoravo in cucina nel suo ristornate, Plant Food + Wine, 3 mattine a settimana con ragazzi simpaticissimi, dai quali ho imparato molto. Al ristornate preparavamo piatti plant-based sia crudi che cotti. E’ stato bellissimo vedere l’organizzazione in quella cucina. Fantastico.
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Al pomeriggio, poi, avevo 6 ore di lezione in Accademia, dove ho imparato una valanga di cose: dall’usare il coltello con maggiore sicurezza e precisione (usavamo addirittura il righello per fare i diversi tagli), a come bilanciare i sapori e le consistenze in un piatto, come impiattare e come creare una ricetta di un certo livello.Ho imparato le basi di una cucina che amo da tempo, quella crudista. Ho imparato che chiunque si improvvisi, come avevo fatto io fino ad allora, non avendo le basi solide che hanno gli chef, può creare piatti buoni, ma non saranno mai equilibrati come quelli che ora ho imparato a fare. Non vedo l’ora di condividere con voi queste scoperte!
Nel week end, visto che non volevo farmi mancare nulla, aiutavo durante i workshops e così ho imparato una marea di ricette extra e ho imparato ad essere ancora più professionale durante un corso –ovvio, le mie belinate (alias, cavolate) le sparo sempre, però sono molto più organizzata e sicura.
E’ stato bellissimo passare un mese pensando solo a che abbinamenti fare, a sperimentare nuovi piatti, a cucinare, a sbagliare, ad assaggiare e a sorridere. Eh si, devo ammettere che lì sorridevo un sacco perché alla fine a me bastano un tagliere, un coltello e tante verdure colorate per sentirmi felice come non mai.
Ho conosciuto persone fantastiche e di talento, persone che mi hanno fatta sentire parte della loro grande e bellissima famiglia, fatta di professionisti che amano alla follia il loro lavoro, che credono fermamente nella loro “missione”, ma che sono sempre pronti per fare una battuta.
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Non è stato semplice tornare alla realtà, ma porterò sempre nel cuore questa bellissima esperienza.
Ho fatto proprio bene a regalarmela per i miei trent’anni!