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Perché Si Ha Voglia Di Dolci A Metà Mattina?

15 Settembre 2015

di emanuela

ECaorsi-ipoglicemia
Avete mai avuto la sensazione di avere degli attacchi di fame irrefrenabili verso le 10 del mattino e verso le 4 del pomeriggio? Di quelli del tipo: “Se non mangio qualcosa ORA muoio o mi mangio qualcuno?!?” o “datemi qualcosa di dolce se no non connetto più?”. In caso questo vi sia successo qualche volta, non è un problema, ma se questa sensazione si ripete con regolarità tutti i giorni, bé forse dovreste darle un pochino di peso. So che “succede a tutti” o comunque a molte persone, ma non è normale. Sappiatelo! Provo a spiegarvi nel modo più semplice possibile cosa accade al vostro corpo quando avete quegli “attacchi” e perché li avete.
Partiamo da cosa li provoca. Mangiare dolci, biscotti, caramelle, pane, pasta e focaccia fatti con zucchero e farina bianca, bere caffè o alcol, essere sempre stressati e avere delle carenze di vitamine (in particolare B6 e biotina) e di minerali (in particolare il cromo), sono tra le principali cause dei vostri attacchi di fame, dell’eccessivo nervosismo, della stanchezza dopo i pasti, dei costanti mal di testa, della depressione e dei chili in più che non vogliono andare via. -Ovviamente non tutti questi sintomi sono legati unicamente a queste cause, ma ne sono certamente aggravati-.
Ma che diamine succede nel nostro corpo quando mangiamo queste cose? In modo estremamente semplice: lo zucchero -glucosio- nel vostro sangue inizia a fare le montagne russe. Quando mangiate un biscotto o la focaccia, lui va suuuuuuu e arriva ad un picco in cui vi sentite che potreste conquistare il mondo, poi però peccato che inizia ad andare giuuuuuuuuu e allora li sono cavoli ed ecco che tutti quei sintomi elencati prima fanno capolino.
In modo un pochino più “scientifico”, ma non troppo, ecco cosa succede. Mangio il biscotto (o pane/pasta bianca ecc). Lo zucchero che contiene (sia lo zucchero bianco che la farina bianca vengono convertiti rapidamente in glucosio-la benzina delle nostre cellule) va diretto nel sangue. Il livello di zucchero -glucosio- nel sangue va suuuuuuuu (iperglicemia). Il pancreas dice “Uh belin, qui bisogna fare qualcosa” -si non dice necessariamente “Uh belin”, ma era per rendere l’idea!- e così impacchetta velocemente una sagomata di insulina e la butta nel sangue. L’insulina prende a braccetto lo zucchero -glucosio- e ne porta un pochino nelle cellule -che lo usano come benzina per funzionare.-, e il resto nel fegato. Nel fegato un po’ di zucchero viene messo in dei sacchi in dispensa (glicogeno) pronto per essere usato appena il livello di zucchero nel sangue è troppo basso. La dispensa però non è enorme, quindi spesso rimane molto zucchero da mettere via e allora questo viene impacchettato per bene e diventa…ciccia! Visto che il pancreas si era preso un bello spavento nel vedere tutto quello zucchero, aveva prodotto e gettato nel sangue troppa insulina e così di zucchero nel sangue ne è rimasto pochissimo -esattamente come quando arriviamo in fondo alla discesa delle montagne russe: ipoglicemia-. A questo punto le ghiandole surrenali (ed anche il pancreas) iniziano ad agitarsi e a mandare milllllllle messaggi (ormoni) al fegato dicendogli “Hey, amico! Svuota un po’ i sacchi che qui c’è bisogno di zucchero!!! Veloceeeeeeeee!”. E così il fegato inizia a svuotare i sacchi -glicogeno- buttando zucchero nel sangue per farne alzare il livello. Così il livello di zucchero sale di nuovo. Se tutti i nostri organi (pancreas, fegato e ghiandole surrenali) funzionano bene, il livello di zucchero nel sangue a questo punto dovrebbe essersi stabilizzato, il problema però accade quando uno -o più- di questi organi – soprattutto fegato e ghiandole surrenali- si è un po’ rotto le scatole di stare sulle montagne russe e decide di farvi una leva quando mangiate un biscotto: a quel punto quando il livello di zucchero nel sangue va giuuuuuuuu e le ghiandole surrenali o il fegato sono in sciopero (non mandano messaggi e/o non svuotano i sacchetti contenenti zucchero) siete fregati. Ed ecco che tutti i sintomi sopra elencati fanno capolino -ipoglicemia-.
Avete visto che caos provoca un biscotto zuccheroso o una fettazza di focaccia se mangiati tutti i santi giorni?!
Allora cosa devo fare? Innanzitutto evitare i prodotti raffinati come pasta, pane, carckers e compagnia cantante (ed anche caffè, alcol e stress -per quanto possibile!-) scegliendo prodotti integrali ricchi di fibre -le fibre fanno si che l’insulina vada più con calma quando porta lo zucchero alle cellule o al fegato-, evitare lo zucchero bianco -ma anche quello di canna che è come quello bianco- prediligendo dolcificanti come lo zucchero di cocco, sciroppo d’acero e miele- ed evitare dolci -che di solito contengono farine e zucchero raffinati- per un po’. Se la vostra colazione è latte e biscotti. Fare 5 pasti più piccoli, ma nutrienti, al giorno anziché 3 grandi con spuntini ricchi di carboidrati raffinati come probabilmente fate adesso vi farà sentire meglio. A colazione potete mangiare una fetta di pane integrale con il burro di mandorle anziché la marmellata e come spuntini un frutto con un cucchiaino di burro di mandorle e una piccola manciata di noci o semi questo perché è meglio unire carboidrati e proteine per evitare che lo zucchero vada sulle montagne russe, aiutandolo invece a percorrere una strada il più in piano possibile.
La ricetta delle pesche ripiene con burro di mandorle può essere un esempio di spuntino perfetto e goloso perché contiene zuccheri semplici (fruttosio nella frutta e nello sciroppo d’acero o miele- che deve essere convertito il glucosio nel fegato prima di entrare in circolo nel sangue quindi non fa andare il livello di zucchero del sangue subito suuuuuu), fibre (frutta e mandorle), proteine (mandorle) e grassi (mandorle e latte di cocco).